Gli esperti della navigazione satellitare: é stato un’attentato

Publikacja w serwisie: 20 May 2010
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L’informazione, che Tu-154 praticamente fino all’ultimo momento si acingeva ad atterrare con l’autopilota in funzione conferma al 100 per 100 la tesi, che l’equipaggio é stato trato in inganno con l’uso di cosidetto meaconing sostengono Marek Strassenburg Kleciak, perito nel campo dei sistemi della navigazione tridimensionale e Hans Dodel, esperto dei sistemi della navigazione  e della guerra elettronica, l’autore del libro Satellitennavigation.

Dalla relazione della Commissione Interstatale Aeronautica si deduce (lo notó la TVN 24), che l’aereo del presidente si accingeva ad atterrare sull’autopilota in funzione, che controllava l’altezza, la spinta, come pure la direzione dell’aereo governativo. L’autopilota smise di lavorare 5,4 secondi prima dell’impatto con il primo ostacolo. É un’informazione assai importante. L’autopilota é un aparecchiatura che serve a pilotare automaticamente l’aereo. A questo scopo apparechio raccoglie le informazioni dal GPS e dalle altre indicazioni dei sistemi di bordo. Aggiungiamo, che lo si spegne con una sola mossa di mano, cioé in un secondo si puó – se necessario – passare al pilotaggio manuale. L’ultima tappa prima di atterraggio con l’autopilota acceso comprende il sorvolare attraverso i waypoints, cioé posti che si trovano molti vicino a sé i punti do controllo: 10 km prima dell’inizio della pista (altezza 500m, 8km/400m, 6km/300m, 4km/200m, 2km/100m – questa ultima tappa é cosidetto punto di decisione e l’altezza di decisione: se il pilota non vede quí la pista, allora non deve assolutamente atterrare e dirigersi verso un’altro aeroporto. Invece l’equipaggio dell’aereo polacco (nelle condizioni atmosferiche molto difficili) spense l’autopilota soltanto 5 secondi prima della catastrofe, nonostante che – come giá abbiamo segnalato – lo si puó fare nel giro di un secondo.

Il giornale Fakt, rifacendosi ad un procuratore russo, che sentiva i colloqui nello cokpit, scrisse qualche giorno fa, che qualche secondo prima della tragedia i piloti – finora calmi – si misero a gruidare” Dammi il socondo.. nella seconda! Doveva essere semplicemente il primo momento, nel quale l’equipaggio si rese conto, che si trova nel posto errato e sull’altezza pure errata – propabilmente in questo momento attraversarono l’antenna NDB, che si trovava i quel luogo.

Perché i piloti scendevano per atterrare con l’autopilota in funzione e soltatno pochi metri sulla terra si resero conto, che l’aereo é talmente basso? La spegazione é una sola: l’autopilota si basava sulle inforazioni satellitari errate.

É ovvio, che il 10 di aprile vicino a Smoleńsk la ricezione dei segnali GPS ea manomessa, il ché porto alla posizione errata dell’aereo nella posizione orrizontale. Il metodo piú semplice di eseguire un tale attacco é meaconing, che consiste nello registrare il segnale della satellite e sulla sua ritrasmissione (con un leggero spostamento nello spazone e nel tempo) sulla stessa frequenza d’onda, allo scopo di ingannare l’equpaggio dell’aereo. Nel caso del Tu-154, che si accingeva appunto ad atterrare, sarebbe suffciente anche una minima falsificazione dello segnale, per portare alla tragedia. Si puó pianificare meaconing con la precisione di 0,3m, mentre il segnale corretto puó essere disturbato dalla distanza anche di una decina di chilometri rspetto all’aereo. Nello stesso modo si puó anche disturbare l’altimetro radioelettrico. Se si aggiungesse laltezza falsa della pressione (I Russi non informarono finora, quale pressione hanno dato al comandante di Tupolev), allora l’equipaggio dell’aereo era – anche con una visibilitá molto piú migliore di quella, che allora c’é stata a Smoleńsk – senza alcuna possibilitá.

Il terreno molto particolare prima del’aeroporto Smoleńsk –Sewiernyj – una vallata molto ampia – costituiva un’ulteriore garanzia di successo dell’attacco.

Le indicazioni dell’altezza dallo GPS non erano esatte, ma dopo tutto sufficienti per mettere in funzione EGPWS (il sistema che informa i piloti della distanza dell’aereo dal suolo. Il sistemza si accende, quando l’aereo scende piú di 666m sulla superficie i piloti giustamente ignorarono l’allarme delo EDPWS (giacché la sua funzione é di allarmare della terra, che si avvicina e il sistema funziona cosí ogniqualvlta si atterra) e volavano oltre aspettandosi, che tra qualche tempo vedranno la pista. Il problema é, che EGWPS si basa anche sull’informazioni circa la posizione dell’aereo, provenienti dallo ricetrasmittore GPS e l’altezza dall’altmetro radioelettrico: Tu-154 si trovó molto in fretta 5 m sopra la terra. I piloti non erano in grado neache cercare a vista la pista… Ripetiamo ancora una volta: giacché aereo volava con l’autopilota funzionante, allora piloti credevano, che si trovano molto piú in alto e in un’altra posizione, rispetto ala posizione reale.

Per i laci, dubitanti nelle tecniche dai film con James Bond: dal tempo degli attentati terroristici a New York contro Il World Trade Center, in quasi tutti i paesi del mondo si ricorre allo meaconing per la difesa degli obiettici di particolare importanza, come ad e. le centrali elettronucleari.

Si puó provare l’attacco contro i sistemi di navigazione in base all’analsi delle scatole nere. Purtroppo, i registratori del volo sono di tipo magnetico e la rimozione delle tracce dello meaconing – in particolare per i servizi, che conoscono perfettamente la costruzione del Tu-154 e dei suoi sistemi – non é per niente un compito difficile. É sufficiente, che nessuno li disturbasse.

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Po przekroczeniu granicy rosyjskiej konwój z Jarosławem Kaczyńskim zmierzającym 10 kwietnia do Smoleńska na miejsce katastrofy miał zwolnić, a następnie krążyć po mieście. W tym czasie premier Donald Tusk rozmawiał z Władimirem Putinem. Według ustaleń Polskiego Radia, trasę z Witebska do granicy białorusko-rosyjskiej konwój z Jarosławem Kaczyńskim, który zmierzał do Smoleńska, by zidentyfikować ciało prezydenta RP, pokonał bardzo szybko. Tuż po przekroczeniu granicy rosyjskiej zwolnił. Pokonanie około stu kilometrów z Witebska na miejsce tragedii zajęło blisko trzy godziny. – Bardzo sprawnie dojechaliśmy do białorusko-rosyjskiej granicy. Tam 40 minut sprawdzano nam dokumenty, mimo że mieliśmy paszporty dyplomatyczne. W drodze do Smoleńska eskortowała nas już rosyjska milicja. Jechaliśmy bardzo wolno, około 25-30 km/h - relacjonował jeden z członków delegacji Adam Bielan. Delegacja pytała konwojujących milicjantów o powody tak wolnej jazdy. W odpowiedzi mieli usłyszeć, że takie mają rozkazy. Jeszcze przed Smoleńskiem pojazd z prezesem PiS został wyprzedzony przez kolumnę z premierem Tuskiem, który na Białorusi wylądował kilkadziesiąt minut po Kaczyńskim. Potem autokar z Jarosławem Kaczyńskim jeszcze krążył po mieście. W tym czasie premierzy Polski i Rosji odbyli spotkanie. Informacje te miał zweryfikować Piotr Paszkowski, rzecznik Ministerstwa Spraw Zagranicznych.

Co się dzieje

Stało się
i dzieje w dalszym ciągu
i będzie dziać nadal
jeśli nic się nie stanie co to wstrzyma.



Niewinni nie wiedzą o niczym
bo są zbyt niewinni
Winni nie wiedzą o niczym
Bo są zbyt winni



Biedni nie pojmują tego
bo są zbyt biedni
Bogaci tego nie pojmują
bo są zbyt bogaci



Głupcy wzruszają ramionami
bo są zbyt głupi
Mądrzy wzruszają ramionami
bo są zbyt mądrzy



Młodych to nie obchodzi
bo są za młodzi
Starych to teź nie obchodzi
bo są zbyt starzy



Dlatego nic się przeciw temu nie dzieje
i dlatego to się stało
i dlatego to się dzieje
i dziać będzie nadal



- Erich Fried -
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