Ai compagni dell’informazione

Publikacja w serwisie: 27 May 2010
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[PL: Towarzyszom z Informacji.]


Ai compagni dell’informazione [nome dei servizi segreti dello regime komunista, n.d.t.].

Il testo é stato scritto prima del 10 prile 2010. Non contiene nessuna tesi rivoluzionaria. Presenta tuttavia i documenti sconosciuti all’opinione pubblica. Parla dei servizi speciali militari della PRL [Repubblica Popolare Polacca, n d.t.], che soprovvissero allo sfacelo di comunismo e quale istituzione denominata I Servizi d’Informazone Militari erano attiva in Polonia fino a 2006. Senza la conoscenza di questi fatti é difficile capire i meandri della politica odierna.

L’articolo é stato accettato alla stampa dalla Rzeczypospolita, doveva anche comparire nel Plus-Minus, in una delle prime edizioni dopo la Pasqua. Nel frattempo é avvenuta la tragica catastrofe di Smoleńsk e si doveva procedere all’elezioni presidenziali. Il problema é, che il tema dei servizi segreti militari nel periodo prima dell’elezioni colpisce inevitabilmente in uno dei candidati per il presidente della RP. É il caso di ricordare, che 24 maggio 2006 nel parlamento della RP si votava la legge sul Servizio dello Controspionaggio Militare e del servizio dell’Intelligenza Militare. Detta legge scioglieva le WSI. A favore votarono 375, contrari erano 48 deputati. Tra i difensori dei servizi di matrice comunista c’erano allora 46 membri del SLD (senza Grzegorz Napieralski, che non prese parte alla votazione), un deputato del LPR e un deputato del PO. L’unico deputato della Piattaforma, che difendeva WSI, era appunto Bronisław Komorowski, il candidato per l’ufficcio di presidente della RP. Non so fino in fondo dei motivi del deputato Komorowski. Tuttavia se vogliamo, che gli elettori credessero, che agiva nella buona fede, dovrebbe rispondere a tutta una serie delle domande, riguardanti i suoi legami con gli ex’allievi della scuola del servizo segreto Russo GRU, per esempio alle domande poste dal giornalista Aleksander Ścios.

É ovvio, che l’elezione di un tale candidato all’ufficcio di presidente potrebbe costituire il pericolo per la sicurezza della Polonia e dei suoi alleati. La nominazione del Consiglio Nazionale di Sicurezza, con la partecipazione dei rappresentanti di tutti i partiti rappresentati nel parlamento é una mossa, che nella situazone attuale non scioglierá i dubbi che sorsero.

La Polonia abbisogna oggi di un’onesto dibattito sui molti problemi, sui quali finora si taceva solo per questo motivo, che erano rimasti molto in pofonditá degli archivi. I Polacchi devono conoscerle proprio nel momento attuale, nell’anteprima dell’elezioni. Ho preparato il mio testo, pensando di pubblicarlo sulla stampa. Vedendo peró, che direzione prende Rzeczypospolita, ho deciso di pubblicarlo da solo. Lord Acton (autore di un noto detto: ogni potere corrompe, e il potere assoluto corrompe assolutamente) disse pure: Tutto ció occulto si degenera, anche la giustizia; non é sicuro niente che ha paura di un pubblico dibattito. Spero, che il ripensare di problemi. dei quali scrivo nell’articolo, sará in qualche modo utile.

Ai compagni dell’informazione

Tante notti…/ non dormite abbastanza, caliginose/

Complicate/ strette dal fumo

Andrzej Mandalian, Ai compagni dell’informazione (1951).

I servizi al servizio degli estranei.

Pochi materiali, parlanti della collaborazione dei servizi speciali della PRL con i servizi sovietici videro finora la luce del giorno. Tra quelli materiali, che furono pubblicati. Difficile peró sarebbe tentare di trovare dei documenti, che potrebbero mettere in dubbio in dubbio i giudizi generali della totale soggiogazione del dipartimento della sicurezza della PRL (sia rispetto ai servizi civili che militari) dal KGB e GRU. Non si tratta solo degli inizi dello far entrare il comunismo in Polonia, quando i nostri servizi di sicurezza, che portavano i nomi polacchi, erano comandate direttamente dallo Smiersz [Abbreviazione del Russo: Morte alle spie, nome delle formazioni speciali sovietche, n.d.t.] e dal NKWD [Il Comitato nazionale per Gli Affari Interni, il servizio segreto Russo ai tempi di Stalin, n.d.t.] (confermato recentemente, anche rispetto al servizio segreto militare dalla pubblicazioni Russe). Si tratta anche dei tempi posteriori. Anche se la retorica degli archivi degli anni 60, 70 e 80 suggerisce, che nei servizi del blocco di Mosca ebbe luogo una collaborazione reale, invece dall’analisi approfondita risulta, che non ne vigevano le regole dei partner, ma sottomissione. Non sempre i documenti ne parlano direttamente, ma ció é confermato dai fatti e dalle cifre.

Negli archivi dell’IPN [Istituto della Memoria Nazionale, l’ufficio che si occupa di tutto ció concerne l’epoca dcomunismo, n.d.t.], sotto la segnatura IPN BU 01419/235 (microfilmo) sono conservati per esempio i documenti che riguardano la collaborazione del Dipartimento II del MSW con la II Direzione del KGB dell’URSS negli anni 1957-67. Quando si tenta di dare un giudizio sommario del flusso del’informazioni in questo periodo, niente mostra lo sbilanciamento notevole tra la quantitá dell’informazioni trasmesse dal controspionaggio del MSW al partner sovietico e la quantitá dell’informazioni ricevute in cambio. Dai semplici calcoli, basati sulle statistiche periodiche si puó concludere che il constrospionaggio della Polonia comunista trasmise al KGB come minimo 3995 note con le informazioni in cambio di un numero un pó minore di 3654 delle varie informazioni. Quando peró si passa alla questione dello scambio dell’informazioni di maggiore interesse, cade sotto gli occhi la disparitá. Secondo le statistiche per gli anni 1960-63, dei 59  documenti ritenuti importanti, la parte polacca ricevette dal suo alleato 17 documenti d’importanza paragonabile. Ció permette a farsi un’idea circa ilgrado di dipendenza e nello stesso tempo fa vedere, come coscientemente trattava la collaborazione il controspionaggio civile della Polonia comunista. La dipendenza é palese quando si passa a descrivere piú dettagliamente i fatti concreti. A dettare le regole erano sempre i compagni sovietici, sono loro a portare i materiali di addestramento e decidono sulla direzione dell’attivitá di controspionaggio, decidono pure l’uso comune degli agenti, dello combattere lo spionaggio dei stati della NATO e di Israele, l’analisi delle persone mostrate dal KGB, inclusi i diplomati dei paesi occidentali e dei rappresentanti delle minoranze etniche ritenute nazionaliste.

Non diversamente c’era nei servizi militari. Del carattere delle relazioni allora vigenti informano anche i soli nomi, adoperati nell’istituzioni militari del blocco sovietico. Le direttive uscivano sempre dalla Direzione generale d’intelligenza dello Stato Maggiore delle Forze Armato dello URSS. Da quel nome (traduzione russa: Gławnoje Razwiediwatielnoje Uprawlienie) é stata tratta l’abreviazione GRU. Rispetto ai stati degli eserciti alleati i servizi Polacchi di regola usavano il nome generale.

Negli ultimi 15 anni della PRL i legami tra  le strutture di spionaggio militari e la centrale di Mosca erano particolarmente stretti. Dal foglio degli affari del reparto A, Collaboraazione con le Direzioni di Spionaggio degli stati del patto di Varsavia (volume 2) si apprende, che in ottobre del 1975 a Mosca si é tenuto incontro di lavoro dei rappresentanti delle Direzioni di Spionaggio degli Stati maggiori dell’Esercito Popolare di Bulgaria (BAL), dell”Esercito Popolare d’Ungheria (WAL), dell’Esercito nazionale Popolare (NAL), dell’Esercito Polacco (WP) e delle Forze Armate dell’URSS e dell Armata Popolare di Cechoslovacchia (CzAL). Durante incontro si é sottolineata l’importanza e necessitá dell’informazione mutua operativa circa le persone, che costituiscono il pericolo per i servizi segreti degli stati del patto di Varsavia e dell’unificazione del processo di evidenzionamento di tali persone (IPN BU 001103/178, k. 12). Altri docuenti testimoniano, che il progetto era negli anni successivi sistematicamente realizzato. Le decisioni piú importanti furono prese durante le conferenze a Budapeszt (1979) e a Berlino (1980). Prima di tutto si é deciso di stabilire in tutti i servizi alleati dell’obbligo di servirsi del sistema unificato di evidenza e di trasmettere le informazioni contenute nelle carte personali, riguardanti le persone  sospettate alla base centrale della Direzione Generale di Spionaggio dello Stato Maggiore dell’URSS. Sono state anche suddivise le specializzazioni, alla parte polacca spettó la radiolocazione.

Oltre ai fogli menzionati della II Direzione, un documento assai interessante, che parla dei cambi strutturali nel spionaggio  militare degli anni 80 e sullo stato d’animo delle persone ad esso legate, é recentemente pubblicata una serie dei documenti e dell’analisi: La collaborazione con gli attachés dell URSS (IPN 001103/183). Dai documenti raccolti in ambo i fondi si apprende tra l’altro, che nella sezione operativa dello spionaggio si sono verificati i cambi di grande rilevanza, allo scopo di potenziare la efficaccia dei lavori e rafforzamento della sicurezza dell’aparato di spionaggio esterno. Fino a 1983 l’agentura dello spionaggio strategico era diretta dallapparato di spionaggio nelle rappresentazioni ufficiali all’estero, e cioé dagli attachés e dagli ufficiali sotto copertura. I cambi, verificatisi nel paese dopo l’inizio e la delegalizzazione della Solidarność ebbero tuttavia delle conseguenze molto all’infuori dei confini della Polonia.

Lo spionaggio militare divenne sempre piú dipendente dal GRU per via dello stato di guerra, ordinato dalle autoritá di PRL. Nonostante i desideri dell’autoritá di allora, si é verifcata la deconspirazione di certe strutture agenturali. Parlando durante la conferenza dei direttori delle direzioni di spionaggio degli stati maggiori degli stati di Patto di Varsavia 919-20 aprile 1982) a Varsavia), il direttore del dipartimento II dello stato maggiore del WP, [Roman Misztal] lamentava, che nel servizio estero polacco, nell’apparato del partito, e perfino nelle forze armate ci furono le disserzioni e tradimenti con le consegenze molto serie. La maggioranza delle cifre, che citó  e i cognomi che passó alla conoscenza degli alleati, era custodita molto gelosamente per anni. Ecco qualche informazione che allora citó:

dall’agosto del 1982 fino alla fine di marzo del 1982, dalle nostre rappresentazioni dissertarono 38 persone; nello stesso periodo dalle delegazoni ufficiali ai paesi comunistici non tornarono circa 240 persone.

Il problema a parte dal punto di vista dell’eventuale pericolo di tradimento di molti segreti dello stato e dei segreti militari, nonché delle possibilitá di contatto i candidati per un’attivitá contro Polonia, é costituito dai fuggiaschi e dai dissertori. Prima di introdurre lo stato di guerra dalla Polonia partirono e rimasero in Occidente circa 150 mila persone, delle quali circa 40 mila chiesero asilo politico. Dopo il 13 dicembre 1981 dissertarono dalla marina mercantile dissertarono 770 persone, dalle nostre linee aeree – 45 persone.

I piú dannosi per i nostri (Ministero della Difesa e Ministero degli Interni) servizi di spionaggio erano le diserzioni dei consoli di New York (Janowski, Kondratowicz) e dello cifratore della Missione Polacca presso ONU (Mazurkiewicz) nonché degli ambasciatori Spasowski e Rurarz. Esse permisero ai servzi segreti americani la piena identificazione dello stato personale delle sedi e delle residenture a New York e a Washington, nonché alla deconspirazione di una parte dei contatti personali e degli azioni in corso.

Le disserzioni di Spasowski e di Rurarz sono dannosi nell’aspetto dello spionaggio, ma anche nell’aspetto politico. Entrambi parteciparono attivamente all’azione diversiva e propagandista contro Polonia [...]

Se si tratta di Rurarz, il suo tradimento ha un’altro aspetto ancora: siamo in i possesso delle prove, che lui facilita ai servizi americani i contatti e dá dei suggerimenti circa le prove di cattare i collabortori e di proporre le disserzioni e i tradimenti.

Purtoppo, come ho giá accennato, tra i disertori furono pure gli ufficiali dell’Esercito Polacco, tra questi – il generale di artileria nello stato di riposo da 11 anni, Leon Dubicki;  l’ex (10 anni fa) ufficiale della II Direzone della Stato maggiore, colonello Ostaszewicz e un’ufficiale della WSW [polizia militare nell’esercito comunita polacco, n.d.t.] capitano Sumiński. La diserzione dei due ultimi é particolarmente dannosa, perché erano parzialmente a conoscenza dello stato personale e degli elementi della struttura d’organizzazione della II Direzione e delle unitá ad esso soggette. Per questo dovevamo introdurre una serie dei mutamenti alla nostra struttura d’organizzazione ed iniziare il processo di cambiare gli ufficiali che lavorano sotto copertura nelle diverse istituzioni nel paese (IPN BU 001103/178, k. 47-48).

Gli altri documenti, piú recenti confermano, che il servizio di spionaggio della Poonia comunista non ha mai riavuto gli attivi persi a causa del’introduzone dello stato di guerra da gen. Jaruzelski. Nelle Tesi per i colloqui del comandante della direzione a Mosca (IPN 001103/183, k. 7-11, manca la data, dal contenuto si deduce, che si tratta del 1988) sono state messe tra l’altro le seguenti osservazioni:

Nel lavoro con gli agenti risentiamo tuttora le conseguenze degli avvenimenti socio-politici nel nostro paese dall’inizio degli anni 80. A causa della reazione politica dei paesi piú imporatnti della NATO sullo sviluppo della situazione in Polonia e a causa del potenziamento dell’attivitá dei servizi speciali di questi paesi, é stata compromessa la struttura organizzativa, la sicurezza e i sistemi di manovrare il nostro apparato spionistico illegale.

Sulla situazione influssero in modo particolarmente dannoso:

- le disserzioni e i tradimenti (nel paese e all’estero);

- la crescita di aggressivitá e dell’intensitá dell’azioni dei servizi speciali del nemico contro gli impiegati delle nostre rappresentazioni;

- l’azione dei servizi segreti occidentali contro la nostra ambasciata a Roma.

Abbiamo reagito decisamente e complessivamente alla situazione verificatasi. Abbiamo preso le seguenti misure:

- l’esclusione dai centri di basi dell’agentura dalle residenze sulla copertura degli attachés militari e delle altre istituzioni ufficiali, che servono da copertura e la loro sottomissione a creato Divisione Agenturale dello Spionaggio Strategico;

- la profonda e dettagliata analisi dell’agentura allo scopo di eliminare gli agenti insicuri e poco effettivi;

- il potenziamento del lavoro di contattamento degli agenti nuovi, principalmente negli oggeti piú importanti per noi.

Il documento conteneva pure le informazioni circa gli agenti gelati negli Stati Uniti e in Canada.

- per via di uno regime stretto dello spionaggio questi agenti non furono sottomessi ai residenti agenti sotto copertura delle rappresentazioni ufficiali.

Il contatti con i canali inofficiali (i corrieri illegali) é quanto mai difficile, tra l’altro perché molto costoso.

- per ragioni tecniche non possiamo mantenere il collegamento via radio con questa agentura.

Leggendo quel testo, non ci si puó non porre domanda, che cosa avvenne con l’agentura gelata. Anche se le informazioni trasmesse al banco delle informazioni a Mosca comprendevano prima di tutto le informazioni sulle persone sospettate di collabore con gli servizi segreti esterni, i servizi sovietici dovevano disporre della scienza, chi degli agenti alleati é stato gelato. Il documento sopracitato é stato preparato per il Direttore della II Direzione, che partiva per i colloqui con la centrale di Mosca, e i servizi della Polonia comunista tuttora trattavano molto seriamente la collaborazione con i russi. Inoltre, la relazione citata poco fa del Direttre della II Direzione dell’incontro a Varsavia nell’aprile del 1982 conteneva le informazioni, delle quali indirettamente si deduceva, che siccome é saltata la rete di spionaggio manovrata dai resident presso i consulati della PRL, il servizio segreto polacco era costretto a servirsi dei canali di collegamaneto sovietici. Il Direttore della II Direzione ringraziava durante l’incontro compagno generale P. Iwaszutin e al il compagno tenente Gregori per aiuto molto utile nello portare [...] le lettere dall’estero e l’aiuto nello stabilire contatto telefonico (IPN BU 001103/178, k. 54).

Gli alleati al bivio.

La collaborazione della II Direzione dello Stato maggiore dell’Esercito Polacco (LWP) con il GRU si svolgeva fino agli anni 80 senza disturbi, ed era giudicata molto bene. Nella descrizione preparata per l’incontro dei direttori delle ZW (direzioni dello spionaggio) degli stati UW (Patto di Varsavia), intitolata: La collaborazione della I Direzione con La Drezione Generale dello Spionaggio dell’Esercito Sovietico nel 1988 e nel primo semestre del 1989 si trovarono ad e. e seguenti osservazioni:

La collaborazione tra La II Direzione e GZW AR (La Direzione Generale dello Spionaggio del’Esercito Sovietico) é molto buona e si svolge senza benché minimi disturbi.

1. I materiali ricevuti dalla GZW AR costituiscono per noi una fonte molto ricca del informazioni e in grande parte contribuiscono all’arricchimento della nostra conosenza dedlle forme e dei metodi di azione dei  KW (controspionaggi nemici).

Lo scambio delle informazoni personali sulle presone sospettate di colaborare con KW raggiunse il livello molto alto. Abbiamo trasmesso ai compagni russi 78, e abbiamo ricevuto 77 inforazioni personali. Le informazioni interscambiate tra le nostre Direzioni costituiscono intorno a 55% di tutte le informazioni, che in quel tempo sono state interscambiate nell’abito della colaborazione tra le Direzioni dello Spionaggio degli stati del UW.

2. La collaborazione degli attachés militare nei paesi della NATO giudichiamo molto buona, eccezion fatta per la Francia, dove la collaborazione meritorica é limitata, gli incontri sono rari, e l’attaché militare sovietico non dimostra abbastanza interessamento per la coordinazione dell’informazioni (i viaggi, le mostre) e per gli affari protocollari [...] (IPN 001103/183, k. 192).

I 55% di tutte le informazioni menzionati nella relazione testimoniano il ruolo giocato dai servizi segreti della PRL nell’ambito dell’attivitá del GRU. Dalle informazioni mandati ogni trmestre sui formulari speciali alla centrale di Varsavia si deduce, che la prontezza delle residenze lavoranti sotto copertura degli atachés alla collaborazione con gli ex-partner non si spense affatto dopo 1989, nonostante che giá prima alcuni certi loro rappresentanti osservarono i nuovi trend nella strategia sovietica. Nel punto 11 di queste informazioni, che contiene Le osservazioni sul tema della collaborazione e le conclusioni per il miglioramento della medesima appaiono ogni tanto dell’oservazioni: Il mio equivalente collabora volentieri, ma é diretto piuttosto a ricevere le informazioni (la comunicazione dell’attaché dell’ambasciata a Yugoslavia del 20.04.1988 r.k.54v). Nella comunicazione sulla collaborazione con Y, attaché militare AM ZSRR per il primo trimestre del 1988, con data 4.06.1988, trasmessa dal comodore Ryszard Kaliciński (la firma ileggibile), attaché dell’ambasciata a Canada si lamentava:

La collaborazione subí un certo peggioramento nell’ambito dell’interscambio dei materiali d’informazione. Il partner evita di trasmettermi  materiali, ma volentieri li riceve da me. I materiali ricevuti da lui sono i rapporti settimanali dall’abbonamento, e riceveva le informazioni di notevoli dimensioni e validitá. Dal novembre non ha organizzato un’incontro trilaterale, nonostante che é il suo turno, conformemente a come stabilito. Nel prossimo incontro cercheró di stabilire i motivi di tale comportamento (k. 58v).

Similmente stavano le cose a Bruxelles:

Nell’ambito dell’attivitá e delle iniziative da parte dell’AW (Attaché militare) URSS, la nostra collaborazione é lungi dal livello e frequenza desiderati. Fino ad oggi ha un carattere piuttosto unilaterale (cioé l’iniziativa parte da parte mia). AW URSS non ha realizzato ad e. fino a quel momento l’incontro di protocollo dopo il mio arrivo. Quale piú alto di rango non coordina e neppure inizia la collaborazione (puó darsi che esegue gli ordini).

Mirando al potenziamento della collaborazone e per renderla piú stretta, intendo dopo il mio ritorno dalle vacanze – realizazare un colloquio sincero ed eventualmente stabilire le regle, perché non ci sia l’iniziativa sempre unilaterale. (La comunicazione sullla collaborazione con Attaché Militare dell’URSS per il II triemstre del 1989). Firmato Rodin; k. 110v).

Particolarmente interessanti informazioni sulla relazione di ambo le parti alla cooperazione contiene La comunicazione sulla collaborazione con A (Attaché sovietico) per il I trimestre del 1990 (k. 209-210), spedito alla centrale dall’attaché militare a Copenhaga (colonello Władysław Gapys). Nel punto 3, che riguarda lo scambio dei materiali, leggiamo:

a) la quantitá dei materiali ricevuti – ho ricevuto un materiale frammentato circa il compito;

b) la quantitá del materale trasmesso – ho trasmesso le informazoni piú recenti, concernenti lo sviluppo delle forze operative terrestri;

c) il giudizio (il valore) dei materiai ricevuti – il valore del materale ricevuto – scarso. Materiale trasmesso giudico molto prezioso.

Punto 4. Lo scambio delle infromazioni sulla situazione dello spionaggio, l’attivitá del KW e dei pericoli. Ne leggiamo:

a) la quantitá dei materiali ricevuti – non ho ricevuto nessuna informazione;

b) la quantitá del materale trasmesso – ho trasmesso l’informazione sul potenziamento dell’osservazione e del’invigilazione (lo comunicato alla Centrale con lapposita di febbraio). L’informazione confermó i fatti osservati dall’A (attaché sovietico) ieri, ma non mi avvisato.

La conclusione dei sospetti dell’attaché polacco si trova nel punto 8 (contatti personali e giudizio sul loro valore). Scrisse: A mio avviso, a differenza dal periodo di comunicazione passato, i rapporti nel trimestre passato sono sempre meno infruttuosi. Sono del parere, che A (attaché sovietico) fraintende il bisogno della collaborazione. Vuole solo ricevere, non dando niente in cambio. Lascio al giudizio dei superiori di adoperare lo stesso metodo d’azione.

I rapporti privati sono cessati del tutto. Nonostante al tempo del ricevimento per intero corpo della delegazine militare sovietica sono passati piú di sei mesi, non ci furono segnali di uno revange. Il ricevimento per 10 persone ho organizzato a spese mie.

Nella metá del 1990, nel paese staziovana ancora l’esercito del vicino dall’oriente, per nn ci fu piú PRL, giacché il paese, dopo qualche mese di governo di Tadeusz Mazowiecki tornó al nome tradizionale. Il muro di Berlino cessó di esistere nel novembre del 1989. Nello stesso mese in Cecoslovacchia ebbe luogo cosidetto la rivoluzione di velluto. Il 11 marzo 1990 La Lituania dichiaró indipendenza. Il 16 giugno del medesimo anno il governo della Repubblica Ucraina dichiararono la sovranitá nazionale. Certi attachés polacchi parevano essere delusi dalla situazione e nel modo servile tentavano di essere protetti da parte dello spionaggio e controspionaggio svietco e non esitavano a dimostrarli la sottomissione. Cio significava, che non erano in grado di accettare la nuova situazione politica e dovevano agire contro o rimanere non adatti alla nuova situazone? Ovviamente no. Il problema peró consisteva in questo, che la loro identitá diventava oggetto di gioco, un pó simile a gioco a nascondiglio sotto gli occhi dei qualcuno, che perfettamente conosce tutte le scappatoie. Una parte dei cognomi degli ufficiali, tra questi la firma del colonello G é stata cancellata oppure grattati via, ció poteva significare, che volevano occultare il passato dai tempi del lavoro nei servizi comunistici, perché ora svolgevano le mansioni diverse (il ché pero non cambia affatto, che la distruzone dei documenti é dal punto di vista legale un atto criminale). Dopo l’ingresso della Polonia alla NATO, tra l’altro tale appunto situazione poteva esporre i servizi polacchi alla penetrazione da parte deiservizi russi, che si intendevano perfettamente, chi era chi nella PRL. La promessa della piena disponibilitá dei servizi di allora  di fronte all’alleato sovietico era il fatto, che nel 1989, quando ormai lo sfacelo del blocco di Mosca era imminente, il direttore del Servizio Militare Interno, gen. Edund Buła, trasmise al GRU la cartoteca filmata operativa del WSW. I capi della I Direzione dello SG LWP non ea obbligato a farlo, giacché nel corso degli ultimi anni del’esistenza della PRL GRU veniva informato degli eventi piú importanti. Niente meraviglia, quindi, che i servizi della NATO, al quale la Polonia entró, notarono ancora per il lungo periodo i casi dello sfruttamento dell’apparato polacco dello spionaggio dai servizi russi. I politici Polacchi, responsabili per gli affari della difesa nazionale si rendevano conto della situazione, fino al 2006 peró non furno prese le contromisure radicali per cambiarla.

La vita dopo la vita.

Quando il parlamento della Polonia votava la legge, che istituiva il Servizio dello Controspionaggio Militare (SKW0 e il Servizio dello Spionaggio Militare (SWW), per la loro istituzione votarono 375 deputati, contrari erano 48, nessuno si astenne dal voto. Le cifre testimoniano bene la conoscenza da parte del’opinione pubblica della situazione: per 15 anni (1991-2006) i Servizi d’Informazione Militari (WSI) non erano in grado di combattere il virus, che si addentró nel dipartimento della difesa nel periodo comunista, quando in realtá tutti i servizi della PRL erano una parte dei servizi sovietici. I cambi, avvenuti con il crollo del sistema di potere comunista mai si estesero a tutto apparato di sicurezza, mentre nei servizi civili qulacosa pur verteva per il meglio. Al lavoro nell’Ufficcio della Difesa dello Stato furono ammessi nel1990 circa 4,5 ufficiali, positivamente verificati tra 24 mila di tutti gli ufficiali della SB. Nello stesso tempo nei servizi militari non cambió praticamente nulla. Dal momento della riorganizzazione e dell’unificazione dei servizi comunistici militari nel Servizio d’Informazione Militare fino al tempo dello scioglimento del medesimo, non furono affatto verificate. Il WSI prese al posto della II Direzione dello Stato Maggiore dell’Esercito Popolare Polacco e del Servizio Militare Interno quasi tutto il pesonale, inclusa la rete dei collaboratori.

La questione della patologia, che si diffondeva nei Servizi d’Informazione Militare é stata largamente discussa nel Rapporto sull’attivitá e sugli impiegati del WSI…, pubblicato nel2007 e negli altri documenti redatti in base agli accertamenti della commissione di verifica del WSI. Nella dichiarazione pubblicata nel terzo anniversario dello scioglimento del WSI e della istituzione del Servizio del Controspionaggio Militare e del Servizio dello Spionaggio Militare Antoni Macierewicz ricarodava tra l’altro gli affari come ad e.: lo traffico illegale dell’armi in collaborazione i gruppi del crimine internazionale, l’invigilazione dei media, dei politici e degli Ecclesiatici oppure il nascondere e tollerare la criminalitá tra i sodalti del WSI. Tutto ció costituiva il motivo abbastanza serio, per costruire dall’inizio i servizi nuovi. Quando si delibera il problema della sicurezza nazionale, l’aspetto piú importante pare il fatto, che le strutture degli anni 90 si basavano sull’apparato post-sovietico. I comandanti del WSI erano gli alllievi del GRU (c’erano intorno a 300).

É ovvio, che l’offuscare i fatti, dei quali potevano sapere gli alleati dai tempi della PRL, diventava una minaccia potenziale non solo verso la Polonia, ma verso gli altri stati dela NATO. Invece quando il potere é stato preso dalla Piattaforma Civile nel novembre del 2007, il dibattito intorno ai servizi é stata sottomessa alla vendetta tra i partiti. Ci furono rappressaglie contro i cmandanti del SKW e SW e dei membri della commissone per la verificazione, con lauto di uma parte dei media, che assomigliava piú a una caccia nello stile comunista che una discussione basata sugli argomenti. I comentatori alle dipendenze del nuovo governo mai descrissero fino in fondo il grado di pericolo, e il tono di odio si mescolava nello loro retorica con il disprezzo, l’obiettivo peró era ovvio: paralilzzaare l’attivitá della Commissione con tutti i mezzi possibili, incluse la disinformazone dell’opinione pubblica, la provocazione e l’infrazione della legge. E siccome erano gli inizi della formazione di una equipe nuova e cioé il tempo, nel quale gli specalisti dei lavori umidi parlano con la voce dei serafini e si mettono a proclamare proprio livello morale e professionale, allora i lettori della Gazeta Wyborcza potevano leggere, che dietro i compensi materiali si verifivaca positivamente i funzionari del WSI, che l’Allegato al Rapporto era oggetto di compravendita o dello portare fuori illegale dei documenti top secret dalla sede del SKW.

Nell’ambito della pulizione, il lavoro nel SKW persero almeno 9 membri della Commissione. Alle sei persone dal comando del SKW e in piú ai tre membri della Commissone, npn apartenenti al comando é stato ritirato il permesso di acccedere ai materiali materiali segreti. Le case dei due membri della Commissione furono persquisite. Dalle mie esperienze personali posso dedurre, che nell’attivitá illegali contro le persone impiedgate nel SKW presero parte ceri esponenti del Ministero della Gustizia.

I difensori del WSI cercavano di convincere l’opinione pubblica, che l’allontanamento delle persne con il passato nel PRL era un colpo sferrato ai professionisti ed era dannoso per la difesa dello stato. Una tale tesi avrebbe senso solo se si considerassero tutti i fatti, compresi quelli dai quali risultava, che i servizi militari, per via dei suoi collegamenti, rimanevano un gruppo di ato rischio, costituendo una potenziale fonte di abbassamento della sicurezza. La maggior parte dei documenti, che si dovrebbero pubblicare era tuttavia segreto. Quale risultato, le persone, che potrebbero essere realmente smascherate, potevano impunemente trarre i proftti dall’arsenale delle mezze veritá, delle insinuazioni e delle diffamazioni contro la Commissone, e presentare il suo primo direttore e capo del SKW quale uomo irresponsabile, che odiava tutto che avevava a che fare con comunismo. Nel gennaio dell’anno corrente inizió l’attivitá l’associazione Sowa (al quale appartengono gli ex membri del WSI (il suo preside é gen. Marek Dukaczewski, che partecipava ai corsi del GRU). Le persone, che diedero vita all’associazione, con ogni propabitá videro l’opportunitá nel fatto, che il candidato potenziale per ufficcio del presddente dela RP é accanito difensore dei servzi liquidati, il presidente del consigi, Bornisław Komorowski.

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Po przekroczeniu granicy rosyjskiej konwój z Jarosławem Kaczyńskim zmierzającym 10 kwietnia do Smoleńska na miejsce katastrofy miał zwolnić, a następnie krążyć po mieście. W tym czasie premier Donald Tusk rozmawiał z Władimirem Putinem. Według ustaleń Polskiego Radia, trasę z Witebska do granicy białorusko-rosyjskiej konwój z Jarosławem Kaczyńskim, który zmierzał do Smoleńska, by zidentyfikować ciało prezydenta RP, pokonał bardzo szybko. Tuż po przekroczeniu granicy rosyjskiej zwolnił. Pokonanie około stu kilometrów z Witebska na miejsce tragedii zajęło blisko trzy godziny. – Bardzo sprawnie dojechaliśmy do białorusko-rosyjskiej granicy. Tam 40 minut sprawdzano nam dokumenty, mimo że mieliśmy paszporty dyplomatyczne. W drodze do Smoleńska eskortowała nas już rosyjska milicja. Jechaliśmy bardzo wolno, około 25-30 km/h - relacjonował jeden z członków delegacji Adam Bielan. Delegacja pytała konwojujących milicjantów o powody tak wolnej jazdy. W odpowiedzi mieli usłyszeć, że takie mają rozkazy. Jeszcze przed Smoleńskiem pojazd z prezesem PiS został wyprzedzony przez kolumnę z premierem Tuskiem, który na Białorusi wylądował kilkadziesiąt minut po Kaczyńskim. Potem autokar z Jarosławem Kaczyńskim jeszcze krążył po mieście. W tym czasie premierzy Polski i Rosji odbyli spotkanie. Informacje te miał zweryfikować Piotr Paszkowski, rzecznik Ministerstwa Spraw Zagranicznych.

Co się dzieje

Stało się
i dzieje w dalszym ciągu
i będzie dziać nadal
jeśli nic się nie stanie co to wstrzyma.



Niewinni nie wiedzą o niczym
bo są zbyt niewinni
Winni nie wiedzą o niczym
Bo są zbyt winni



Biedni nie pojmują tego
bo są zbyt biedni
Bogaci tego nie pojmują
bo są zbyt bogaci



Głupcy wzruszają ramionami
bo są zbyt głupi
Mądrzy wzruszają ramionami
bo są zbyt mądrzy



Młodych to nie obchodzi
bo są za młodzi
Starych to teź nie obchodzi
bo są zbyt starzy



Dlatego nic się przeciw temu nie dzieje
i dlatego to się stało
i dlatego to się dzieje
i dziać będzie nadal



- Erich Fried -
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